Il Caposaldo Pattacroce costituiva un tassello importate del vallo Alpino Occidentale nella difesa della frontiera italiana ad occidente. Tentativi di sfondamento provenienti dal Piccolo Moncenisio avrebbero dovuto fare i conti con un poderoso sistema fortificato. Un ruolo molto importante per la difesa del caposaldo sarebbe stata operata dai "ricoveri"; strutture capaci di contenere da 16 a 60 soldati pronti intervenire nei punti "caldi" della frontiera. Le opere passate in territorio francese non hanno subito interventi di demolizione; abbandonate da oltre mezzo secolo, mostrano i segni delle intemperie e della scarsa qualità del materiale costruttivo. La visita interna dovrà essere effettuata con la massima prudenza.

CARATTERISTICHE  DELLE OPERE PRINCIPALI

BATTERIA B5 - .Galleria fotografica


L'opera in caverna fu realizzata sotto le cortine della vecchia Batteria Pattacroce: possedeva una guarnigione di 78 uomini ed era armata con tre cannoni da 75/27 che battevano tutta l'area del Piccolo Moncenisio
Tra le opere di alta quota è certamente quella che presenta il maggior sviluppo sotterraneo, tanto che la visita porta inesorabilmente a perdere il senso del tempo.
L'ingresso ed alcuni locali adiacenti presentano diverse lesioni dovute agli interventi di demolizione; la restante parte dell'opera si trova invece in buone condizioni.

CENTRO 10 - Galleria fotografica


L'opera, realizzata a 2630 metri di quota, ospitava 23 soldati; era armata con tre mitragliatrici disposte all'interno di altrettante casematte metalliche a pozzo, con campo di tiro che andava dalla batteria Pattacroce al pianoro sul quale si trovavamo i Centri 7, 8 e 9.
Il panorama eccezionale di questa postazione ne giustifica la presenza: da essa si scorge un'ampia visuale che va dal Piccolo Moncenisio alle casematte della batteria B5, dai resti del Batteria Pattacroce al lago del Moncenisio. Un lungo corridoio sotterraneo attraversa la cresta da parte a parte nel suo punto più stretto.

L'opera protegge la batteria B5 da eventuali colpi di mano di truppe nemiche e possiede l'osservatorio più alto del caposaldo da cui si potevano coordinare i centri di fuoco sottostanti. I 30 soldati che componevano la guarnigione, avevano a disposizione quattro mitragliatrici di cui due erano piazzate in malloppi di calcestruzzo a difesa della conca del Pattacroce, e le altre due sistemate in casamatta metallica per prevenire gli assalti provenienti dal Piccolo Moncenisio.
L'opera sembra essere stata frettolosamente abbandonata durante la sua costruzione poiché non è stata portata a termine, se non nelle sue parti essenziali.
CENTRO XIII - Galleria fotografica

Pur trattandosi di un piccolo centro, armato con due mitragliatrici, dotato di osservatorio, in grado di ospitare 16 soldati, possiede un notevole sviluppo di gallerie con tratti in piano, in discesa, intervallati da lunghe rampe di scale, un ingresso principale, uno secondario ai quali si aggiunge l'uscita di soccorso del malloppo. Il monumentale blocco dell'ingresso che pur essendo defilato dai tiri nemici, nel costruirlo non è stata fatta economia di cemento, perciò risulta facilmente visibile dalla strada militare di collegamento che sale al Pattacroce.

CENTRO 13a - Galleria fotografica

L'opera è caratterizzata da un notevole sviluppo verticale e da un insieme di cunicoli che perforano completamente lo sperone roccioso nel quale è stata scavata. Il deposito calcareo che regna incontrastato al suo interno sta ricoprendo poco per volta i manufatti, avvolgendo il visitatore in un surreale paesaggio imbiancato. L'ingresso, posto dietro la balza rocciosa, è accessibile mediante una stretta passerella di ferro che attraversa lo strapiombo ed è protetto da una postazione armata.
OPERE ACCESSORIE - Galleria fotografica

Dalla Batteria B5 un lungo corridoio senza rivestimento non percorribile perchè franato, si sviluppava sotto le mura del vecchio forte del Pattacroce collegando l'opera staccata equipaggiata con una mitragliatrice in cupola corazzata. Una postazione 7000 frettolosamente costruita ai margini della strada che sale al forte e ricoveri, opportunamente nascosti all'osservazione nemica, davano protezione ai soldati pronti ad intervenire contro la minaccia nemica.

COMPOSIZIONE DEL CAPOSALDO

· Batteria B5 (617° Batteria G.a.F)
· Opera staccata della Batteria B5
· Centro 10
· Centro 11
· Centro 12
· Centro XIII
· Centro 13 A
· Postazione 25
· Postazione Q
· Postazione R
· Postazione S
· Ricovero III/1
· Ricovero III/2

COME RAGGIUNGERE LE OPERE

Attraversato lo sbarramento del Moncenisio, proseguire a piedi o in automobile per la strada sterrata che, costeggia il lago in direzione del Piccolo Moncenisio.
Oltrepassata la diramazione per il Malamont, la strada sale dolcemente, Proseguire sino ad incontrare dopo circa 1 km circa sulla sinistra, il bivio per il forte Pattacroce. Diverse piazzole permettono il parcheggio dell'automobile. La strada militare è interdetta ai veicoli a motore: trasgredire può comportare multe o il sequestro del mezzo.
Sulla sinistra, sono visibili gli ingressi del ricovero IV/1 e del ricovero O che fanno parte del Caposaldo dei Rivers. Si consiglia di visitare questi ricoveri al termine della giornata essendo opere di basso interesse.
Proseguire lungo la strada che sale al Piano della Maddalena. Sulla destra si stacca un sentiero lungo circa 150 metri che termina innanzi l'ingresso della Batteria B1 facente parte anch’essa del Caposaldo dei Rivers. La visita della batteria richiede circa un’ora. Occorre considerare molto bene il tempo a disposizione tenendo conto che l’itinerario in discesa non passa per la batteria; la visita occorre farla senza perdite di tempo.

Si prosegue lungo la strada militare sino a raggiungere in mezz’ora circa il falsopiano del Pattacroce. Alcuni metri dopo l’ultimo tornante sulla sinistra, è possibile individuare la traccia di una mulattiera militare che sale sino al Centro 10 posto a 2600 metri di altitudine. Lungo il percorso incontriamo 4 ricoveri precisamente: il ricovero R, sito nei pressi dell’imbocco del sentiero, il ricovero S, a 2350 metri, il ricovero III/2 infine il ricovero III/1.

Terminata la visita al Centro 10, scendendo in cresta in direzione del forte del Pattacroce, incontriamo la cupola corazzata dell’osservatorio del Centro 12, tracce di sentiero conducono all’ingresso dell’opera. Dal Centro, ci spostiamo al forte Pattacroce. Percorrendo il fossato in direzione del piccolo Moncenisio, raggiungiamo l’ingresso della Batteria B5. Nella successiva visita alle opere del forte ottocentesco scopriremo nell’ingresso dell’opera staccata ricavata utilizzando parte delle gallerie ottocentesche. A causa delle condizini precarie dei cunicoli si sconsiglia la visita se non nella sola parte iniziale.

Dal Pattacroce, percorriamo la strada militare in discesa sino a raggiungere, sulla sinistra, la postazione 25. Tenendoci sempre sulla sinistra, seguendo l’avvallamento del terreno e seguendo le tracce di una mulatiera, ci portiamo in prossimità dell'ingresso del Centro 11. Una frana ha sepolto l'unico ingresso pertanto questa opera non risulta visitabile. Procedendo oltre, raggiungiamo la postazione dell'arma A1 del Centro 13a, l'ingresso si trova alcuni metri più in basso sulla destra rispetto alla cupola corazzata. Dalla cupola corazzata, il sentiero scende sino all'ingresso del Centro XIII. Uscendo dalla gallerria della porta garitta, è possibile scendere su tracce di sentiero sino a raggiungere la strada che dal Centro 13B sale al forte Pattacroce. A questo punto se abbiamo ancora a disposizione tempo ed energie, possiamo visitare i Centri 13b e 14 facenti parte del Caposaldo dei Rivers ricordandoci dei ricoveri IV/1 e O.


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