Il Sistema Difensivo "Rivers" apparteneva al IX Settore di Copertura, Sottosettore IX/B "Moncenisio". Gruppo di Capisaldi "Lago".
Si estendeva dal promontorio che separava lo sbarramento di mezzo del lago dalla diga n. 1 sud occidentale a quota 1940 metri al piano delle Maddalene a quota 2200 metri; comprendeva l'altura del Crin ed il piano della Vaccheria. Il caposaldo disponeva di sei grandi opere e complessivamente schierava tre cannoni da 75/27, tre cannoni anticarro da 57/23, tredici mitragliatrici, numerosi fucili mitragliatori. Tre osservatori coordinavano il tiro delle armi.
Dopo il secondo conflitto mondiale, lungo la direttrice che congiunge il Forte Varisello al Forte Cassa è stato costruito un grandioso sbarramento, inaugurato nel 1968. Le acque dell'invaso innalzatesi di parecchi metri, hanno sommerso l'area dei Rivers con le sue opere civili e militari. La terra rigonfia d'acqua è scivolata dai ripidi pendii e, col passare del tempo ha sepolto ingressi, malloppi e opere.

CARATTERISTICHE  DELLE OPERE PRINCIPALI

BATTERIA B1 - .Galleria fotografica


La Batteria B1 o 613° G.a.F., con una guarnigione di 85 soldati, era armata con tre cannoni da 75/27 mod. 06 che tiravano verso il Piano della Vaccheria, l'Ospizio ed il Roncia; disponeva inoltre di un osservatorio e due ingressi. Un'esplosione avvenuta nella riserva munizioni tra la seconda e la terza casamatta ha lesionato in forma lieve il corridoio, la volta e i muri circostanti. Il corridoio, il secondo ricovero e parte del collegamento con il primo sono anneriti a causa dell'incendio che seguì l'esplosione. All'esterno, ad una quota leggermente elevata rispetto alla batteria, si trovano i ruderi della cucina da campo dotata di due fornelli.

CENTRO 13B - Galleria fotografica


Dirimpetto alla rotabile per il Pattacroce si trova il Centro 13B (P 75 per i francesi). È una piccola opera in caverna dove, più di ogni altra, gli inserti di calcestruzzo hanno cercato di ricreare il mimetismo con la roccia circostante. Presidiato da 16 uomini, il centro disponeva di due mitragliatrici che proteggevano il tracciato che dai Rivers saliva alla strada del Pattacroce.
Defilato dalla vista del nemico, l'ingresso dell'opera, posto al termine di una breve trincea, è rialzato di circa due metri rispetto al suolo. Per entrare all'interno dell'opera occorreva utilizzare le scalette a pioli, sistemate lateralmente alla trincea.

Trattasi di un'opera in caverna ricavata all'interno della massa rocciosa che costituisce il prolungamento naturale del contrafforte Pattacroce sui Rivers. Il centro comprendeva una guarnigione di 32 soldati, quattro mitragliatrici, un cannone anticarro, un osservatorio e due postazioni fotofoniche regolarmente attrezzate. Le armi erano rivolte verso la linea di confine, con tiro di fiancheggiamento: il campo di fuoco copriva il Piano della Vaccheria e la strada dei Rivers prima della diramazione verso il Pattacroce, incrociando con il tiro proveniente dal Centro 13 B.

Costruito tra il 1932 ed il 1935 secondo i criteri dettati dalla Circolare 200, il Centro 16 è stato costruito su una altura tra il Centro 14 ed il Centro 17. Pur trovandosi ad un livello superiore rispetto al massimo livello raggiungibile dalle acque del lago, risulta in gran parte inaccessibile in quanto l'acqua di stillicidio ha quasi completamente riempito la zona sud orientale; il malloppo nord orientale è raggiungibile calzando stivali alti non meno di 40 cm procedendo con molta cautela durante la visita.


Il Centro 17 ( P 215 per i francesi), costruito sull'altura denominata "il Crin" con ampia visibilità sino all'Ospizio. Con l'ampliamento del bacino idrografico l'altura viene regolarmente sommersa nel tardo periodo estivo per riaffiorare in primavera. La periodica "sparizione" nelle gelide acque del lago ha comportato lo sfaldamento della roccia; smottamenti del terreno hanno completamente sottratto alla vista i due ingressi. Le monumentali cannoniere a gradoni la rendono unica ed inconfondibile. Armata con due cannoni anticarro, due postazioni fotofoniche regolarmente attrezzate e due mitragliatrici, era presidiata da 26 soldati.
Centro VII - Galleria fotografica

Il Centro VII (CH 46 per i francesi) si sviluppa nella massa rocciosa del promontorio che separa lo sbarramento di mezzo dalla diga n. 1 (diga ad arco) attraversandolo da parte a parte. Scale e percorsi in pendenza collegano tra di loro ricoveri, postazioni e l'osservatorio che giacciono su livelli differenti.
Armato con tre mitragliatrici, due in caverna la terza in casamatta metallica, e presidiato da 23 soldati, il centro aveva il compito di difendere l'accesso alle dighe. A causa della sua bassa altitudine non sempre riemerge tra le acque del lago nel tardo inverno: la neve e lo spesso strato di fango rendono molto insidiosa la visita esterna.

 
Il caposaldo disponeva di una cospicua serie di ricoveri nascosti dalle ondulazioni del terreno e dislocati sulle pendici erbose. Davano protezione ai soldati pronti ad intervenire contro la minaccia nemica.

COMPOSIZIONE DEL CAPOSALDO

· Batteria B1 (613° Batteria G.a.F.)
· Centro VII
· Centro 14
· Centro 16
· Centro 17
· Postazione 15 (non ultimata)
· Postazione 15 bis (non ultimata)
· Postazione 26
· Ricovero H
· Ricovero L
· Ricovero N
· Ricovero O
· Ricovero P
· Ricovero IV/1
· Ricovero IV/2
· Ricovero Varisello
· Osservatorio Varisello

COME RAGGIUNGERE LE OPERE

ITINERArIO N°1: ricoveri H, L, IV/2, Centro 17, Centro 16, Postazione 15, Opera 15 bis.

Attraversato lo sbarramento del Moncenisio, proseguire a piedi o in automobile deviando a destra in direzione del forte Varisello. Proseguire per alcune decine di metri oltre l'edificio adibito al personale addetto alla sorveglianza della diga, sino ad arrivare ad uno slargo dove è possibile lasciare l'automobile. Sulla destra un sentiero conduce nella penisola che si è formata a seguito dell'innalzamento delle acque del lago. Percorse alcune decine di metri in discesa in un terreno a volte intriso d'acqua, si raggiunge il pozzo che ospitava la cupola osservatorio del Ricovero H. Il sentiero muore in prossimità delle sponde del lago. In tarda primavera è possibile raggiungere l'altura del "Crin" attraversando il fondo ghiaioso del lago evitando le zone fangose. E' consigliabile percorrere il prato a mezza costa avendo come riferimento i resti dei Casolari Margon. Lungo il percorso si trova il Ricovero L dotato di due ingressi di cui quello inferiore viene lambito dalle acque del lago nella tarda estate; spingendosi a nord si raggiunge il Rricovero IV/2. Dai Casolari Margon si procede verso il Centro 16 posto sull'altura della penisola. Seguendo tracce di sentiero sul lato est si raggiunge il promontorio della penisola dove si trovano i resti della Postazione 15 non portata a termine. Dal malloppo ad Est del Centro 16 si scende verso l'altura denominata "Il Crin" che nasconde il Centro 17. Prestare molta attenzione ai tratti fangosi sondando la consistenza del terreno con un bastone prima di procedere.

ITINERARIO N°2: Ricovero IV/1, RIcovero O,Centro 14, Centro 13b, Ricovero P, Batteria B1.

Attraversato lo sbarramento del Moncenisio, proseguire a piedi o in automobile per la strada sterrata che, costeggia il lago in direzione del Piccolo Moncenisio.
Oltrepassata la diramazione per il Malamont, la strada sale dolcemente, Proseguire sino ad incontrare dopo circa 1 km circa sulla sinistra, il bivio per il forte Pattacroce. Diverse piazzole permettono il parcheggio dell'automobile. La strada militare è interdetta ai veicoli a motore: trasgredire può comportare multe o il sequestro del mezzo.
Sulla sinistra, sono visibili gli ingressi del ricovero IV/1 e del ricovero O che fanno parte del Caposaldo dei Rivers. Proseguire lungo la strada che sale al Piano della Maddalena. Sulla destra del pianoro si stacca un sentiero lungo circa 150 metri che termina innanzi l'ingresso della Batteria B1. Ritornando dalla visita della Batteria, deviare a sinistra sulla mulattiera di collegamento Rivers Pattacroce. Si incontrano in successione il Ricovero P, il Centro 13b ed il Centro 14.


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