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Con la triplice alleanza stipulata nel 1882 tra Italia, Germania ed Austria, la Francia assumeva sempre più la posizione di uno scomodo avversario. Di fronte a questo scenario, ci si rese conto di come fosse debole la linea di confine in particolare nei distretti del Moncenisio e Claviere.  Mentre al valico del Moncenisio vennero costruiti i forti del Varisello, il Roncia, ed il forte La Cassa, realizzate tra il 1877 ed il 1882, la conca di Cesana rimaneva sguarnita di opere importanti. Occorreva subito la costruzione di un’opera “sbalorditiva” che avrebbe scoraggiato eventuali infiltrazioni nemiche. Il luogo venne individuato sulla sommità del Monte Chaberton il quale dall’alto dei suoi 3130 metri, sovrastava di oltre 1000 metri le piazzeforti francesi rendendole particolarmente vulnerabili.  Lo sbalorditivo progresso delle artiglierie, aveva reso il forti del valico del Moncenisio obsoleti nel volgere di pochi anni; l’introduzione del cemento armato come elemento costruttivo avrebbe fornito la possibilità di costruire un’opera indistruttibile. Utilizzando il connubio “altezza, cemento e ferro” l’opera non avrebbe avuto rivali in campo. In effetti all’epoca della costruzione, nessuna artiglieria avrebbe potuto raggiungerlo pertanto venne data poca importanza al fattore “protezione”. Il progetto divenne operativo allorché nel 1891 iniziarono, a Cesana, i lavori per la costruzione delle caserme che avrebbero ospitato le maestranze del genio che avrebbero “forgiato” la sommità del monte. Il periodo operativo in vetta era limitato nel periodo compreso tra il mese di Maggio e Ottobre. Nel 1898 iniziò lo spianamento della cima la quale venne abbassata di 6 metri. Venne ricavato un gradino alto 12 metri alla base del quale venne realizzato un piazzale lungo oltre 115 metri, largo fino a 30 sul quale, venne eretto negli anni successivi il forte. L'altitudine era la questione più importante, occorreva che i cannoni potessero funzionare in qualsiasi condizione meteorologica e grado di innevamento. Vennero quindi realizzate delle torri alte 7 metri aventi uno spessore minimo in grado di garantire la protezione da eventuali schegge. Il forte dello Chaberton venne costruito con la duplice funzione difensiva ed offensiva, pertanto i suoi cannoni potevano ruotare liberamente su 360 gradi ed era denominata "OPERA AUTONOMA AD AZIONE LONTANA" La base dell'opera è costituita a un parallelepipedo in calcestruzzo, al suo interno si trovavano i magazzini dei generi alimentari, riserve d'acqua e delle munizioni, oltre alle camerate per la truppa, per gli ufficiali, l'infermeria ed il centro comando. Sulla sommità della costruzione, vennero costruite 8 torri. Al centro il pilastro portante era costruito di cemento armato e reggevano il peso della casamatta metallica girevole al cui interno era alloggiato il cannone. L'esterno della torre era costruito in cemento e muratura a spessore minimo. Nell''intercapedine una scala metallica elicoidale permetteva l'accesso alle torri. Un montacarichi era utilizzato per il trasporto dei proiettili dalla base, alla casamatta. Ogni torre aveva un diametro di quasi 7 metri per un'altezza di 7,7 metri. Le torri erano numerate, facendo fronte al nemico da sinistra verso destra. In prossimità della sesta torre venne sistemato l'arrivo della teleferica la quale era perfettamente integrata al forte. La costruzione, era su due livelli; il livello inferiore era adibito a deposito carburanti. La partenza era ubicata a Cesana all'interno della centrale idroelettrica del forte, all'epoca era quasi unica del suo genere. Sorretta da dieci piloni, lunga quasi 4.000 metri, superava un dislivello di 1785 metri con un'unica campata. I piloni, altre a sostenere cavi della teleferica, sorreggevano pure il cavo che forniva l'energia elettrica prodotta dalla centrale idroelettrica permettendo di limitare l'uso dei gruppi elettrogeni installati al forte nei soli casi d'emergenza. La teleferica era adibita al sono trasporto dei materiali, era proibito l'utilizzo per il trasporto delle persone poiché era considerata troppo pericolosa. Terminati i lavori nel 1914, venne realizzata la gabbia di Faraday per isolare il forte dalle scariche elettriche attirate dalla forte quantità di materiale metallico presente e dalla necessità di proteggere il delicato materiale esplosivo. Successivamente vennero iniziati i lavori delle opere sotterranee per l'immagazzinamento in sicurezza del materiale balistico.  il 1931 e 1932 vennero realizzate due opere miste di tipo 200 a difesa del colle. Ogni opera era armata con due mitragliatrici poste su altrettanti malloppi. Queste opere sono rimaste intatte dopo la guerra in quanto sono passate in mano francese dopo la modifica dei confini in base al trattato di pace del 1947

L'ARMAMENTO

Ogni torre del forte dello Chaberton era equipaggiata dal cannone dal cannone dal 149/35 ARMSTONG - MONTAGNA (A-M) avente una gittata massima di 19000 metri, la gittata dipendeva dal tipo di proiettile e dalla carica.

IL CONFRONTO

10/06/1940: la dichiarazione di guerra alla Francia ed all'Inghilterra, colse preparati i 320 uomini che presidiavano il forte: venne rafforzata la guardia. I francesi iniziano lo schieramento dei mortai da 280 mm.
17/06/1940:nel tardo pomeriggio apre il fuoco contro le artiglierie del forte l'Olive. Il tiro concentrato delle 8 torri ebbe in breve tempo ragione sul forte francese.
18/06/1940: vengono sparati alcuni colpi sul forte Gondran
20/06/1940: giornata intensa per gli artiglieri che devono appoggiare l'avanzata delle divisioni Sforzesca ed Assietta. Il fuoco della batteria viene frazionato su numerosi obiettivi senza poter dare il colpo finale al nemico. Vengono mesi a nudo i problemi legati all'approvvigionamento delle torri: si dovrà procedere al trasporto dei proiettili a spalla.
21/06/1940: continua il bombardamento, sempre frazionato, verso obiettivi nemici il quale a sua volta inizia il tiro di aggiustamento contro il forte. Alle ore 17 la nebbia si dirada. E' la fine. In rapida successione, tra le 17,15 e le ore 18,00 vengono messe progressivamente fuori uso la prima, la quinta, la quarta la terza e la seconda torre. Vengono colpiti pure l'osservatorio e la  stazione della teleferica troncando il collegamento telefonico ed elettrico. Vengono azionati i gruppi elettrogeni. Il centro comando, la centrale di tiro, le trasmissione radiofoniche e l'infermeria vengono spostate all'interno delle immense gallerie sottostanti. Il forte riprende il tiro con le due torri superstiti sino a sera.  
022,23,24/06/1940:iin uno scenario continuamente avvolto dalle nebbie, il forte continua a sparare con i due cannoni rimasti, il fuoco risulta impreciso a causa della mancanza dei posti di osservazione del tiro. La nebbia ostacola anche il tiro  francese e non riesce a portare a termine l'opera di distruzione. 
25/06/1940: cessano le ostilità con la Francia
1947: il monte Chaberton con le sue opere, passa in mano francese in base al trattato di pace.,
1957: vengono ultimati i lavori di smantellamento del forte.

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