La visita interna alle fortificazioni del Vallo Alpino, abbandonate da oltre mezzo secolo, parzialmente o totalmente demolite in base al trattato di pace del 1947, comporta forti rischi. Chi visita le fortificazioni lo fa a proprio rischio e pericolo: non si assumono responsabilità per danni
- Primo ricovero della Caverna Q.
Questo sito non vuole essere solamente una rassegna fotografica con immagini più o meno interessanti corredate da nozioni tecniche, storiche e architettoniche. Queste pagine vogliono testimoniare la capacità umana di costruire l'impossibile sull'impossibile. Dai forti a 3000 mt. dello Chaberton, alle postazioni scavate nella nuda roccia passando per quelle ora in "ammollo" presso il lago del Moncenisio. Queste costruzioni militari, ora mute testimoni di un tempo non molto recente, poste a baluardo per la difesa dei patri confini, hanno un valore non solo architettonico e storico ma soprattutto un valore umano; quel valore di coloro che hanno lavorato, vissuto, vegliato e combattuto su queste montagne, civili e uomini d'arme che sono morti nell'adempimento del loro dovere gettando le basi della nostra democrazia.
Pierangelo Schiavon
- 17 maggio 2010, l'autore presso l'ingresso principale del Centro 18 - per gentile concessione di Gianfranco Genta.
Ho ritenuto opportuna la pubblicazione di questo sito per rendere testimonianza del lavoro fatto dall'uomo sulle nostre montagne. Manufatti costruiti nel rispetto nella natura circostante, dovrebbero essere recuperati dall'oblio in cui sono caduti.
Un ringraziamento particolare a Luciano Marcon, Roberto Chirio, Gianfranco Genta, Pierangelo Schiavon, Giuseppe Logaglio, Mauro Minola e Beppe Ronco che hanno condiviso escursioni in luoghi a volte inacessibili.
Aggiornamento link: Nei link ho inserito il seguente indirizzo: http://www.progettodighe.it per tutti gli appassionati delle opere idrauliche presenti nell'arco alpino. In particolare all'indirizzo http://www.progettodighe.it/gallery/thumbnails.php?album=lastup&cat=-265 potrete visualizzare le fotografie dell'autore: una piccola parte rispetto al gigantesco repertorio offerto da questo importate punto di riferimento.










